Ciò che sembra

Sembra facile dire: “ti capisco”, ma se non ci sei dentro,

non puoi “sentire”

le parole diventano scontata cortesia in un eco di banale indifferenza.

(Consuelo Accornero)

Principessa

Principessa
ci ha pensato la vita ad insegnarti molte cose, 
le favole e i principi a cavallo sono una finzione 
ed è inutile che sciogli la treccia o perdi la scarpetta.
Non succede nulla dopo la mezzanotte, 
la zucca rimane una zucca e i topi non cuciono abiti e poi la mela la puoi mangiare, 
chissà perché la storia continua ad accanirsi contro un semplice frutto rosso.

Principessa
ti salverai da sola è l'unico modo, 
non esistono principi e reami ma solo uomini e donne, 
che si scelgono in questo mondo a volte per amore e a volte no.
Non cercare la salvezza negli occhi degli altri 
ma trova la chiave che apre la serratura delle tue opportunità.
Affronta il mondo, gusta la vita, indossa colori nuovi, leggi, incontra gente e perditi nelle loro storie.
Viaggia, c'è molto da scoprire là fuori.
Prendi un cane o un gatto perché si rivelerà il tuo amico migliore.

Principessa
sei una donna e non sai quanto la storia abbia temuto queste poche lettere, 
cercando di sminuirle, di calpestarle e di confinarle dietro a dei ruoli troppo piccoli.
Non è vero che non sei abbastanza
Non è vero che non puoi capire
dimentica le favole principessa
tu sei molto di più
sei una Donna.

(Consuelo Accornero)

Felicità significa vivere il presente

Tutti cerchiamo la felicità, rincorrendola senza mai raggiungerla, probabilmente sbagliamo qualcosa, un esempio del nostro errato centro di focalizzazione ci viene dalla frase di Lao Tzu, direi quasi profetica perché centra in pieno l’obbiettivo. Non siamo felici perché viviamo nel passato oppure nel futuro, e anche se può sembrare incredibile ci dimentichiamo del presente. Com’è possibile non vivere il presente? Succede perché la nostra mente si è focalizzata su un periodo sbagliato, ciò che fa parte del nostro passato ci ha dato un insegnamento ma è un tempo che non esiste più se non in un ricordo, ciò che non è ancora avvenuto dipende dai passi che compiamo in questo tempo, non può esserci un futuro migliore per noi se non viviamo il presente in piena coscienza.

“Se sei depresso stai vivendo nel passato. Se sei ansioso stai vivendo nel futuro. Se sei in pace, stai vivendo nel presente.”

(Lao Tzu)

 Il presente è, in realtà, l’unica dimensione “realmente esistente”. Vivere il momento presente, inoltre, non significa “vivere alla giornata”, senza fare progetti, aspettando che le cose arrivino da sole. Significa vivere il “qui e ora”, interrompendo il vagare continuo della mente, è possibile ristabilire un equilibrio che si ottiene con l’esercizio della consapevolezza.

L’esercizio consiste nel affrontare il nostro percorso in maniera consapevole, ponendo attenzione verso i nostri obbiettivi, dandosi delle regole e cercando di limitare il maggior numero di distrazioni, come per esempio può essere il cellulare, dobbiamo avere un obbiettivo tangibile e un piano ben delineato per raggiungerlo, non si può vivere di sogni anche se questi si dice che aiutano a vivere, a patto però che siano raggiungibili!

Distrarsi equivale a perdere energia che poteva essere incanalata in un altro modo. Ci sono alcuni esercizi che ci possono venire in aiuto per concentraci sul momento presente:

  • concentrarsi sul proprio corpo utilizzando tecniche di respirazione, prendetevi del tempo per rilassarvi ed ascoltare il vostro respiro, cercate la connessione con il vostro centro.
  • sperimentate il vuoto, ogni tanto la mente ha bisogno di non essere tanto occupata, prendetevi un momento per staccare la spina, spegni il telefono, respira profondamente e lascia che la mente si svuoti. Prova ad esercitare questo “Vuoto” ogni volta che puoi, senza sentirti in colpa perché stai perdendo tempo. In realtà stai “guadagnando energia”.
  • Boicotta la tua routine, spesso usiamo sempre lo stesso schema per fare una cosa, facciamo sempre la stessa strada per andare al lavoro, abbiamo sempre gli stessi rituali, è importante ogni tanto spezzare questa routine e sentirsi liberi di cambiare percorso.
  • Cerca di avere uno spirito positivo, la negatività è nemica di molte cose, non dire mai, “non ce la farò”, ma piuttosto comincia a pensare,”mi sono messo in cammino per raggiungere il mio traguardo”, è fondamentale il nostro atteggiamento mentale nei confronti della vita.

“La vita non è una gara ma un viaggio da assaporarsi in ogni suo passo lungo il percorso. Ieri è storia, domani è mistero e oggi è un dono: è perciò che lo chiamiamo – il Presente.”

(Bil Keane)

Per raggiungere un obbiettivo dobbiamo chiederci se è quello che vogliamo veramente? Poniamoci le domande anche quando sono scomode, ci aiuteranno a capire chi siamo e dove vogliamo andare. Nulla è semplice, ma tutto inizia sempre con il primo passo!

Allenare la resilienza

Buongiorno lettori!

Oggi vi voglio parlare di questa capacità: la resilienza. Una qualità che non dovrebbe mai mancare dentro di noi, perché si rivela utile quando ci troviamo ad affrontare molte situazioni.
In fisica è conosciuta come la capacità di un materiale di assorbire un urto senza rompersi, paragonando questa situazione all’essere umano ne deriva la capacità di affrontare ciò che la vita ci riserva senza che questi eventi ci spezzino.

E’ di fondamentale importanza reagire positivamente alle avversità, questa caratteristica ci spinge a rialzarci dopo le cadute, ci permette di prendere in mano il nostro destino e guidarlo con forza nella direzione che si desidera. Questo è ciò che ci insegna la resilienza.

Impara a scrivere le tue ferite sulla sabbia e a incidere le tue gioie nella pietra.

(Lao Tzu)

Nella vita a volte anche un’esperienza negativa, può portare a qualcosa di positivo, anche se inizialmente è difficile vedere qualcosa di buono. Per questo motivo il nostro atteggiamento mentale di fronte ai problemi si rivela di estrema importanza, sarà la nostra forza. la resilienza si apprende con l’esperienza. E’ necessario essere consapevoli dei propri limiti e delle proprie potenzialità, per poi imparare ad utilizzare le seconde a sostegno dei primi.

La vita è per il 10% cosa ti accade e per il 90% come reagisci.

(Charles R. Swindoll)

La resilienza è una qualità che richiede “allenamento” e va praticata quotidianamente, a tal fine è importante sviluppare una buona autostima. Cercate di “sentire” le vostre emozioni senza reprimerle. Cercate di coltivare l’empatia, quella buona abitudine di mettersi nei panni degli altri, e poi non dimenticatevi di seguire l’esempio di quelle persone che nonostante tutto ce la fanno, se ci riescono loro perché noi non dovremmo riuscirci?

Alla prossima lettura, storia, emozione.

Ikigai e il senso della vita

La parola giapponese Ikigai tradotta in italiano significa qualcosa per cui vivere, il vero motivo per cui ci alziamo ogni mattina, la nostra più profonda ragion d’essere. La traduzione di questa parola per certi aspetti è limitante, al suo interno racchiude molte cose che ruotano attorno alla nostra vita, tra le quali potremmo indicare; quello che vogliamo realizzare con il nostro tempo, le nostre passioni, in che modo contribuiamo in questo mondo e così via.

Si potrebbe dire che l’ikigai è l’incrocio fra:

  • ciò che si ama
  • ciò in cui si è bravi
  • quello che posso fare per il mondo
  • quello per cui mi pagano

Ma non basta perché tutto ciò include:

  • passione: quello che ami e in cui sei bravo
  • lavoro: quello in cui sei bravo e per cui ti pagano
  • vocazione: quello per cui ti pagano e di cui il mondo ha bisogno
  • missione: quello di cui il mondo ha bisogno e che ami

Dove tutti gli aspetti si incrociano si forma il nostro ikigai, come nell’immagine qui sotto.

Se ci dedichiamo a quello che ci piace, diventeremo bravi ma questo richiede una cosa; il tempo, magari riusciremo a farci anche pagare per questo, per diventare bravi bisogna applicarsi e questo richiede sacrifici. Se questa è la strada giusta all’inizio non lo possiamo sapere, ma possiamo aiutarci con queste semplici domande per capirlo:

  • Cos’è che amiamo fare e non ci pesa farlo?
  • Per quali di queste cose siamo sufficientemente bravi da farci pagare, motivati al punto di non mollare la presa?
  • In che modo possiamo dare un contributo tangibile al mondo?

È necessario trovare un equilibrio tra tutte le cose, anche se non è sempre facile, altrimenti sarà difficile trovare il nostro ikigai o meglio quello che ci fa stare bene.

Book trailer di “Nuvole di poesia” dove le parole prendono forma

Buongiorno lettori!

Ho il piacere di presentarvi il book trailer di “nuvole di poesia”, dove le parole prendono forma, edito da Controluna.

Ci vediamo all’angolo di una poesia,
se arrivi prima aspettami,
ma stai attento alla luna,
si fa musa di molti.
Fai attenzione a quelle parole,
non le pronuncio
perché mi fanno ancora arrossire.
Qui l’amore arde in un tramonto,
perché questo è il solo punto dell’universo
dove il caso fa incontrare
chi si è sempre appartenuto.

Consuelo Accornero

Vi lascio al video, buona visione.

Siamo fatti per poche persone…

C’è una frase di Bukowski che mi è sempre piaciuta perché in se ha molte verità.

La prima cosa è che veramente siamo fatti per poche persone, perlomeno si contano sulle mani quelle con cui abbiamo un affinità forte. Ma chi condivide la propria vita con noi ci conosce veramente? Quanto sa di noi? Questa è una bella riflessione che ogni tanto si dovrebbe fare. È facile condividere un letto, lì mostriamo quello che vogliamo, ma ciò che siamo in realtà è solo per pochi.

Chi ci conosce sa leggere tra le righe del nostro animo, al punto di capire un pensiero, un espressione, insomma noi. Quando si ha la fortuna di conoscere anche solo quel poco che poi diventa il tutto. Diviene quella cosa da cui torniamo perché l’altro è il nostro posto nel mondo, un rifugio in cui poter dire: con te mi sento a casa.

C. Accornero

Sulle corde di un anima

Un violinista scalzo fa vibrare le corde  
di un anima assopita. 
Note che riportano alla vita
in un battito che si fa musica e profuma di speranza.

C. Accornero

Musubi tra leggenda e realtà

Una leggenda popolare cinese diffusasi poi anche in Giappone, narra che ognuno di noi ha legato al mignolo della mano sinistra un filo rosso, questo filo è collegato per destino ad un’altra persona.

Questa visione orientale dell’amore si ricollega al concetto di “anima gemella”, di uso più comune in occidente.

Il filo è indistruttibile, le persone coinvolte in questo legame sono destinate ad incontrarsi anche a dispetto delle circostanze e del tempo.

Il termine Musubi racchiude più significati, la connessione tra due persone è Musubi, l’affinità è Musubi, il suono con le sue note è Musubi, lo scorrere del tempo è Musubi, tutto ciò che è necessario all’altro per divenire uno è Musubi.

Fili che s’intrecciano a dispetto del tempo e non perdono mai la loro forza, rimangono saldi come se una potente energia li proteggesse.

Una forza collegata al ciclo dell’esistenza, in grado di dare origine al tutto mantenendo la ciclicità della vita nel tempo.

Il Musubi rappresenta l’equilibrio cosmico dell’universo che lega il mondo terreno e quello spirituale.

Equilibrio formato da poli energetici come lo Yin e lo Yang, che non implicano una divisione ma un energia che coopera a favore del tutto.

È con questa visione che si dovrebbe vedere e vivere l’amore, due anime che divengono una cosa sola, armoniche, solo l’unione le completa.

Incontri guidati dal destino o forse provenienti da un retaggio di vite precedenti.

La certezza risiede nella consapevolezza che l’amore quando nasce ha in se un mistero, che rimanda a leggende antiche che parlano di armonia e unione, credo che se abbiamo avuto nella vita la fortuna di scoprire chi sta a capo del nostro filo rosso, siamo stati protagonisti di un’incontro che ha dato origine a sensazioni uniche… in questi legami si racchiude il senso del nostro percorso.

La felicità nel buddismo

La validità del ragionamento filosofico

Siddhartha fu il primo a mettere in discussione gli insegnamenti del brahmanesimo, un’antica fede basata sui testi Veda, in India, e lo fece con il ragionamento filosofico.

Era un uomo saggio senza ombra di dubbio, non si è mai posto come mediatore tra gli uomini e Dio, era interessato alla ricerca filosofica con lo scopo di scoprire delle verità tramite il ragionamento.

Sosteneva che le stesse verità da lui cercate non erano accessibili a pochi, ma erano accessibili a tutti tramite la ragione, non si è mai curato di questioni che non potevano avere una risposta, perché era interessato a comprendere tematiche più terrene, come lo scopo dell’esistenza e le sue diramazioni che toccavo temi quali, la felicità, la virtù, il dolore e il buon cammino, per citarne alcuni.

“Noi siamo quello che pensiamo.

Tutto ciò che siamo nasce con i nostri pensieri”

Siddhartha

Gautama non era un uomo povero, anzi all’inizio dell suo percorso viveva in mezzo a tutti i piaceri che la ricchezza può dare, ma nonostante ciò si interrogava sulla felicità, vedeva intorno a sé la bruttezza del mondo, la debolezza dell’essere umano, il dolore che attanagliava la vita di molti.

Si rese conto che anche se soddisfiamo un piacere, la sensazione che deriva dal nostro atto è effimera, svanisce nel giro di poco, dal lato opposto nemmeno una vita ascetica era la soluzione, perché conduceva verso l’insoddisfazione. Entrambe le vie non conducevano alla felicità.

Giunse alla conclusione che la felicità era racchiusa tra i due estremi, era sostanzialmente una sorta di equilibrio interiore.

Il dolore infatti, può provenire dalla mancata soddisfazione di quelli che lui definiva “attaccamenti”, soddisfarli non è la soluzione in quanto non portano alla felicità, ma solamente ad una continua compulsiva sensazione di affanno, e di nuovi desideri che portano il nostro io ad una frustrazione continua, causata da una sensazione che svanisce presto.

La soluzione consiste nell’eliminare ogni attaccamento e di conseguenza il dolore che ne deriva e per fare ciò bisogna allontanare la parte egoistica del nostro io, basti pensare alla differenza di queste parole, la loro collocazione ne cambia il senso: “siamo parte di un tutto” e diverso dal sostenere che “il tutto fa parte di noi”.

“La pace viene da dentro.

Non cercarla fuori”

Siddhartha

La felicità è un delicato equilibrio che si raggiunge con il non-attaccamento, conoscendo e percorrendo le quattro verità:

  • il dolore è universale
  • il desiderio è la causa del dolore
  • il dolore può essere evitato eliminando il desiderio
  • seguendo l’ottuplice sentiero si elimina il desiderio

L’ottuplice sentiero è di fatto un codice etico, o se vogliamo una ricetta di vita, che può condurre ad un’esistenza giusta, in un cammino rivolto verso il raggiungimento della felicità o di quel benessere che appaga l’esistenza.

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